Abp. Viganò o konklawe, prowokacjach i schizmie: „Fernández jest dla Bergoglio tym, czym Zelensky jest dla Bidena”

 

Intervista a Carlo Maria Viganò / “Il prossimo conclave? Una provocazione. Bergoglio vuole creare le premesse di uno scisma. Fernández sta a Bergoglio come Zelenskyj a Biden”

 

 

Intervista a Carlo Maria Viganò / “Il prossimo conclave? Una provocazione. Bergoglio vuole creare le premesse di uno scisma. Fernández sta a Bergoglio come Zelenskyj a Biden”

     

Cari amici di Duc in altum, dopo l’annuncio, da parte di Francesco, di un concistoro, in programma il 30 settembre, per la nomina di ventuno nuovi cardinali di Santa Romana Chiesa, ho intervistato in proposito l’arcivescovo Carlo Maria Viganò.

 

di Aldo Maria Valli 

Eccellenza, qualcuno dice che tra questi ultimi cardinali potrebbe esserci il successore di Francesco. Condivide?

Dubito che il Collegio dei Cardinali – un tempo Sacro Collegio – vorrà eleggere un Papa conservatore o anche solo moderatamente progressista; è anzi evidente che il prossimo Conclave costituirà una provocazione. Quasi tutti i Cardinali sono stati creati “a immagine e somiglianza” di Bergoglio e saranno loro a scegliere il suo successore – forse lui vivo, vista la nuova moda della Rinunzia. Se gli elettori avessero anche solo un minimo di amore per la Chiesa, dovrebbero rendersi docili all’azione dello Spirito Santo; ma sappiamo che questa congerie di eretici e immorali – salvo rare eccezioni – non ha alcuna intenzione di lasciar fare al Signore, perché se così facesse segnerebbe la propria condanna. Ma il buon Dio riserva talvolta sorprese inaspettate.

Qual è la logica seguita da Bergoglio nelle nomine?

La logica di Bergoglio è evidentissima: vuole creare le premesse di uno scisma, che a parole nega e deplora, ma che sta preparando da tempo. Bergoglio vuole separare, in un modo o nell’altro, la parte buona dei fedeli e dei chierici dalla Chiesa ufficiale; e per riuscirci, per far sì che si allontanino dal Sinedrio modernista, ha messo nei posti chiave della Curia Romana quei personaggi che garantiscano la peggiore gestione dei Dicasteri loro affidati, col peggior risultato possibile e il maggior danno per il corpo ecclesiale.

Le progressive restrizioni alla celebrazione della Liturgia antica servono per confinare i conservatori in riserve di caccia, per poi convogliarli verso la Fraternità San Pio X, non appena il Sinodo porterà alle loro tragiche conseguenze i cambiamenti dottrinali, morali e disciplinari che sono in cantiere e causerà un esodo di Cattolici in quella che, dopo la soppressione o la normalizzazione degli Istituti Ecclesia Dei, diventerà il “monopolista” della Tradizione. Ma a quel punto – quando cioè i Cattolici tradizionali saranno migrati nella Fraternità e i suoi capi crederanno di aver ottenuto una vittoria sulla concorrenza del soppresso Summorum Pontificum – una nuova provocazione intollerabile costringerà almeno una parate della Fraternità San Pio X a prendere le distanze dalla Roma bergogliana, sancendo la “scomunica” del tradizionalismo, non più rappresentato in seno alla Chiesa ufficiale, ammesso che mai lo sia stato. Per questo a mio parere è importante conservare una certa parcellizzazione, in modo da rendere più complessa la manovra dolosa di estromissione dei Cattolici tradizionali dal corpo ecclesiale.

Diaconesse, abolizione del celibato ecclesiastico, benedizione delle coppie omosessuali, tolleranza per la poligamia, teoria gender, ideologia LGBTQ, panteismo ecologista à la Teilhard de Chardin: sono questi i punti di scontro che deliberatamente Begoglio sta aprendo tra l’ala conservatrice (ma non tradizionale, già distante o fuori dai giochi) e quella ultraprogressista. Il suo scopo è creare lo scontro, lasciarlo crescere, incoraggiare con nomine e promozioni i fautori delle istanze più estreme, per poi assistere alla prevedibile reazione di condanna dei pochi buoni Vescovi, sacerdoti e religiosi rimasti, i quali dinanzi al trabocchetto di Bergoglio avranno due scelte: tornare a subire in silenzio o alzarsi, denunciare il tradimento della Verità cattolica ed essere costretti a lasciare il proprio posto e a esercitare il Ministero nella clandestinità o quantomeno nell’apparente irregolarità canonica.

Una volta ostracizzati i Pastori scomodi e allontanati i fedeli conservatori, la gerarchia bergogliana potrà esercitare il pieno controllo su clero e popolo, certa dell’obbedienza di chi è rimasto. E questa setta, che di cattolico avrà solo il nome (e forse nemmeno più quello), eclisserà totalmente la Sposa dell’Agnello, nel paradosso di una Gerarchia traditrice e corrotta che abusa dell’autorità di Cristo per distruggere la Sua Chiesa.

Questo è ciò che vorrebbero i mandanti di Bergoglio e dei suoi minion, ma il sensus fidei del Popolo santo di Dio potrebbe condurre molti a rifiutare questa frode e a prendere parte ad un’azione di ferma resistenza e di determinata denuncia. Il Signore permetterà che la Chiesa appaia morta, che le forze degli inferi credano di averla sconfitta, perché Egli vuole che il Corpo Mistico segua la via della Croce e della Sepoltura, come il Suo Capo divino, se vuole raggiungerLo nella gloria della Resurrezione.

Si dice che il collegio cardinalizio, così come voluto da Francesco, rappresenti la Chiesa universale: davvero?

Se sottoponessimo un questionario anonimo agli eminentissimi membri del Collegio cardinalizio, nel quale devono rispondere “vero” o “falso” ad una serie di proposizioni su cui il Magistero si è già infallibilmente espresso, scopriremmo con raccapriccio che la maggioranza assoluta, se non la quasi totalità dei Porporati non è cattolicatout court. E nel numero di costoro credo troveremmo anche qualche conservatore. L’eresia notoria di molti Prelati è confermata dalle loro stesse dichiarazioni, dinanzi alle quali Bergoglio si è ben guardato dall’aprir bocca, come invece sa fare senza troppi scrupoli nei riguardi di quei pochi Prelati rimasti fedeli. L’attuale Collegio cardinalizio è la quintessenza della chiesa bergogliana: i suoi membri rappresentano la diffusione capillare del modernismo e del progressismo conciliare nel mondo. Di certo però non sono espressione della Chiesa universale: anzitutto perché non ne fanno parte se non solo apparentemente, essendo appunto eretici; e in secondo luogo perché per grazia di Dio i fedeli e il clero stanno imparando – dopo sessant’anni di orrori, da dieci ancor più evidenti – a non prender per oro colato tutto quello che esce dalla bocca del papa, del vescovo o del parroco. Così questi, dopo aver predicato la disobbedienza al vero Magistero, si trovano a subire le conseguenze di una disobbedienza questa volta buona e doverosa, perché in obbedienza a Cristo.

Stiamo assistendo alla cancellazione sistematica di tutta una parte della Chiesa – individuabile geograficamente, ma anche ideologicamente – rimasta ancora cattolica: alcuni Vescovi americani, con le loro Diocesi; molti Vescovi africani, fedeli soprattutto sulle questioni morali; e un numero sempre crescente di parroci, sacerdoti, religiosi e religiose che si stanno accorgendo di essere le prossime vittime delle epurazioni di Santa Marta – il caso dei Monasteri di Pienza e di Marradi non sono passati inosservati – e si preparano a forme alternative di Ministero, si uniscono, si confrontano, si organizzano. Questo è lo scopo dell’associazione Exsurge Domine (www.exsurgedomine.org) che è stata costituita sotto il mio patrocinio e che si occupa di aiutare e organizzare la resistenza dei chierici e dei religiosi perseguitati dalla junta dell’Argentino.

Perché Francesco continua a ignorare sedi come Milano, Torino, Venezia, Genova, Napoli?

Lo fa perché vuole togliere prestigio morale a certe Sedi episcopali, tradizionalmente cardinalizie, a vantaggio di una gestione delle nomine alla Porpora improntata ad uno smaccato nepotismo ideologico. Tutti gli amici, e gli amici degli amici di Bergoglio hanno la carriera spianata, anche a costo di negare ostinatamente i loro scandali, i loro errori dottrinali, la loro evidente indegnità o incompetenza. Gli piacciono i “pastori che puzzano dell’odore delle pecore”, anche se sono mercenari e se le pecore non hanno alcuna voglia di essere guidate da loro. Il che rivela una carenza di virtù umane ancor più desolante della totale assenza di virtù teologali. Devo dire che non nominare Cardinale l’Arcivescovo di Milano finisce per non essere poi una disgrazia; ma dispiace che al Patriarca di Venezia, proprio a causa del suo moderatissimo conservatorismo, non sia riconosciuta la Porpora che fu di tutti i suoi predecessori. Il messaggio per gli aspiranti al cursus honorum vaticano è di assecondare il potere con cortigiano servilismo, sotto pena di commissariamento, Visita apostolica, trasferimento o addirittura licenziamento senza nuovi incarichi (vedi Burke e Gaenswein, tra gli altri).

Tucho Fernández sarà cardinale. Fino a poco tempo fa sembrava una battuta. Invece.

Rimane una battuta, perché quanto avviene da dieci anni è ormai di pertinenza della farsa più che della tragedia. Tutto quello che la setta di Santa Marta partorisce è una frode: la presunta “democratizzazione” del Sinodo sulla Sinodalità, in cui le domande che vengono sottoposte alle comunità locali sono formulate in modo da ottenere le risposte volute, sempre secondo un preciso disegno eversivo che parte da Bergoglio in persona. È una menzogna il coinvolgimento della donna nel governo della Chiesa: ciò è contrario alla volontà di Nostro Signore e nessun potere, per quanto tirannico e autoritario possa essere, può cambiare la materia del Sacramento dell’Ordine. Sono un inganno gli scandalosi ammiccamenti di Prelati e chierici ai vizi e agli stili di vita della cosiddetta “comunità LGBTQ”: costoro stanno usando le debolezze di laici traviati dall’ideologia woke per legittimare i loro peccati personali, che prima o poi emergono nella loro imbarazzante prosaicità. È un personaggio costruito anche lo stesso Fernández, che da anni fa la corte a Bergoglio con pubbliche attestazioni di stima, di fiducia nella sua capacità riformatrice, di certezza dell’inesorabilità della sua azione “profetica” (nella neolingua conciliare, sinonimo di “eretica”) come supremo Pastore della Chiesa.

Fernández sta a Bergoglio come Zelenskyj sta a Biden: sono fantocci nelle mani di fantocci. I fili li tira sempre quella stessa élite eversiva che unisce la Casa Bianca al Vaticano, le mail di Podesta all’abdicazione di Ratzinger, il deep state alla deep church, Nancy Pelosi a “padre” James Martin sj.

Di sicuro Fernández è stato messo a capo dell’ex-Sant’Uffizio per non fare nulla di ciò che dovrebbe fare il Prefetto di questo importantissimo, ormai declassato Dicastero. Farà esattamente il contrario: incoraggerà le eresie e le deviazioni morali dei teologi oggi in auge, dei Vescovi impazienti di trasferirsi all’hotel Santa Marta, dei fautori del gender; e invece agirà con spietata fermezza per il sacerdote che critica un’affermazione eretica di Bergoglio o di uno dei suoi protetti, per il Vescovo che denuncia le deviazioni del Sinodo, per il professore di Seminario che insegna ancora gli atti magisteriali precedenti al Vaticano II. Vedremo fino a che punto lo zelo di questo Fernández giungerà, pur di compiacere il suo sponsor, e fino a quando chi dovesse essere preso di mira dai talebani della Pachamama sopporterà questi attacchi senza replicare o anche semplicemente ignorandoli.

I cardinali voluti da Francesco sono proprio tutti yes-men o c’è qualcuno capace di autonomia di giudizio?

Per essere oggi Cardinali è necessario avere quello che i nostri vecchi chiamavano “pelo sullo stomaco”: sono sessant’anni che le epurazioni proseguono implacabili, ed anche alcuni Eminentissimi creati da Benedetto XVI si sono dimostrati del tutto inferiori alle aspettative dei fedeli conservatori, e non di rado opportunisti o pavidi. Dei coraggiosi – diciamo così – dei Dubia non rimangono molti superstiti, che all’ultimo Conclave hanno assistito a cose che però non denunciano pubblicamente. Quindi, sì: sono tutti yesmen; il che, per chi dovrebbe difendere la Santa Chiesa usque ad effusionem sanguinis, è a dir poco incoerente.

La crisi presente è il castigo con cui il Signore punisce la Chiesa e il mondo per l’infedeltà dei Suoi Ministri e dei governanti delle Nazioni. Guardiamo a questo flagello come al gesto severo di un Padre troppo a lungo offeso ma che vuole ancora salvarci. La conversione è l’unica via possibile: torniamo a Dio, prima che la Misericordia ceda alla Giustizia.

14 luglio 2023

S. Bonaventuræ Episcopi Confessoris et Ecclesiæ Doctoris

   

Drodzy przyjaciele Duc in altum , po ogłoszeniu przez Franciszka konsystorza zaplanowanego na 30 września w celu mianowania dwudziestu jeden nowych kardynałów Świętego Kościoła Rzymskiego, przeprowadziłem wywiad w tej sprawie z arcybiskupem Carlo Marią Viganò.

 

autorstwa Aldo Marii Valli 

Wasza Ekscelencjo, tutaj niektórzy mówią, że wśród tych ostatnich kardynałów mógł być następca Franciszka. Czy dzielisz?

Wątpię, aby Kolegium Kardynałów – niegdyś Święte Kolegium – chciało wybrać konserwatywnego, a nawet umiarkowanie postępowego papieża; w istocie jest oczywiste, że następne Konklawe będzie prowokacją . Niemal wszyscy kardynałowie zostali stworzeni „na obraz i podobieństwo” Bergoglio i to oni wybiorą jego następcę – być może żyje, biorąc pod uwagę nowy trend wyrzeczeń. Gdyby wyborcy mieli choćby minimalną miłość do Kościoła, musieliby się uodpornić na działanie Ducha Świętego; ale wiemy, że ta konglomeracja heretyków i niemoralnych – z nielicznymi wyjątkami – nie ma zamiaru pozwolić na to Panu, ponieważ gdyby to uczynił, przypieczętowałby swoje własne potępienie. Ale dobry Bóg czasami rezerwuje nieoczekiwane niespodzianki.

Jaką logiką kieruje się Bergoglio w nominacjach?

Logika Bergoglio jest bardzo oczywista: chce stworzyć przesłanki do schizmy , której zaprzecza i ubolewa słowami, ale którą przygotowywał od jakiegoś czasu. Bergoglio chce oddzielić, w taki czy inny sposób, dobrą część wiernych i duchownych od oficjalnego Kościoła; i aby to osiągnąć, aby upewnić się, że zdystansują się od modernistycznego Sanhedrynu, umieścił na kluczowych stanowiskach w Kurii Rzymskiej te postacie, które gwarantują najgorsze możliwe zarządzanie powierzonymi im dykasteriami, z najgorszym możliwym skutkiem i największą szkodą dla ciała kościelnego.

Stopniowe ograniczenia celebracji starożytnej liturgii służą ograniczaniu oranżerii do terenów łowieckich, a następnie kierowaniu ich do Bractwa Św. Ale w tym momencie – to znaczy, kiedy tradycyjni katolicy wyemigrowali do Bractwa, a jego przywódcy wierzą, że odnieśli zwycięstwo nad konkurencją ze zniesionego Summorum Pontificum– nowa nieznośna prowokacja zmusi co najmniej jedną paradę Bractwa Św. Z tego powodu, moim zdaniem, ważne jest zachowanie pewnego rozdrobnienia, aby bardziej skomplikować złośliwy manewr wyrzucenia tradycyjnych katolików z ciała kościelnego.

Diakonisy, zniesienie celibatu kościelnego, błogosławieństwo par homoseksualnych, tolerancja dla poligamii, teoria gender, ideologia LGBTQ, panteizm ekologiczny à la Teilhard de Chardin: to punkty konfrontacji, które Begoglio celowo otwiera między skrzydłem konserwatywnym (ale nie tradycyjnym, już odległym lub poza grą) a ultra-postępowym. Jego celem jest wywołanie konfrontacji, pozwolić mu rosnąć, zachęcać zwolenników najbardziej skrajnych żądań nominacjami i awansami, a następnie być świadkami przewidywalnej reakcji potępienia kilku pozostałych dobrych biskupów, kapłanów i zakonników, którzy w obliczu pułapki Bergoglio będą mieli dwa wyjścia: powrócić do poddania się w milczeniu lub wstać, potępić zdradę Prawdy katolickiej i zostać zmuszonym do opuszczenia swoich stanowisk i wykonywania swojej posługi potajemnie lub przynajmniej w pozornej nieprawidłowości kanonicznej.

Gdy niewygodni Pasterze zostaną wykluczeni, a wierni konserwatyści odrzuceni, hierarchia Bergoglia będzie mogła sprawować pełną kontrolę nad duchowieństwem i ludem, pewna posłuszeństwa tych, którzy pozostaną. A ta sekta, która będzie miała tylko nazwę katolicka (a być może już nawet nie), całkowicie przyćmi Oblubienicę Baranka, paradoksem zdradzieckiej i skorumpowanej Hierarchii, która nadużywa autorytetu Chrystusa, by zniszczyć Jego Kościół.

Tego chcieliby zwierzchnicy Bergoglio i jego słudzy , ale sensus fidei Świętego Ludu Bożego może skłonić wielu do odrzucenia tego oszustwa i wzięcia udziału w akcji zdecydowanego oporu i zdecydowanego potępienia. Pan pozwoli Kościołowi wyglądać na martwego , aby siły piekielne uwierzyły, że go pokonały, ponieważ chce, aby Mistyczne Ciało przeszło drogą Krzyża i Pogrzebu, jak Jego Boska Głowa, jeśli chce dotrzeć do Niego w chwale Zmartwychwstania.

Mówi się, że kolegium kardynałów, jak chciał Franciszek, reprezentuje Kościół powszechny: naprawdę?

Gdybyśmy przedłożyli anonimowy kwestionariusz bardzo wybitnym członkom Kolegium Kardynałów, w którym musieliby odpowiedzieć „prawda” lub „fałsz” na serię twierdzeń, co do których Magisterium już nieomylnie się wyraziło, odkrylibyśmy z przerażeniem, że absolutna większość, jeśli nie prawie wszyscy kardynałowie, nie są katolikami , tout court . A w ich liczbie, jak sądzę, znaleźlibyśmy też konserwatystów. Dobrze znaną herezję wielu prałatów potwierdzają ich własne deklaracje, przed którymi Bergoglio uważał, by nie otwierać ust, ponieważ zamiast tego wie, jak obejść się bez zbyt wielu skrupułów w stosunku do tych kilku prałatów, którzy pozostali wierni. Obecne Kolegium Kardynałów jest kwintesencją kościoła bergogliańskiego: jej członkowie reprezentują kapilarną dyfuzję modernizmu i soborowego progresywizmu na świecie. Z pewnością jednak nie są wyrazem Kościoła powszechnego: przede wszystkim dlatego, że nie są jego częścią, jeśli nie tylko pozornie, będąc właśnie heretykami; a po drugie dlatego, że dzięki łasce Bożej wierni i duchowieństwo uczą się – po sześćdziesięciu latach okropności, z dziesięciu jeszcze bardziej oczywistych – nie brać za dobrą monetę wszystkiego, co wychodzi z ust papieża, biskupa czy proboszcza. W ten sposób ci, po głoszeniu nieposłuszeństwa wobec prawdziwego Magisterium, tym razem ponoszą konsekwencje dobrego i obowiązkowego nieposłuszeństwa, ponieważ są posłuszni Chrystusowi.

Jesteśmy świadkami systematycznego likwidowania całej części Kościoła – identyfikowalnej geograficznie, ale także ideologicznie – która wciąż jest katolicka : niektórzy biskupi amerykańscy wraz ze swoimi diecezjami; wielu biskupów afrykańskich, wiernych przede wszystkim w kwestiach moralnych; oraz stale rosnąca liczba proboszczów, kapłanów, zakonników i zakonnic, którzy zdają sobie sprawę, że są kolejnymi ofiarami czystek św. Marty – przypadek klasztorów Pienza i Marradi nie przeszedł niezauważony – i przygotowują się do alternatywnych form posługi, jednocząc się, dyskutując i organizując. Taki jest cel stowarzyszenia Exsurge Domine ( www.exsurgedomine.org), która powstała pod moim patronatem i jest odpowiedzialna za pomoc i organizację oporu duchownych i zakonników prześladowanych przez argentyńską juntę .

Dlaczego Francesco nadal ignoruje takie miejsca jak Mediolan, Turyn, Wenecja, Genua, Neapol?

Czyni to, ponieważ chce odebrać moralny prestiż niektórym stolicom biskupim, tradycyjnie kardynałom, na korzyść zarządzania nominacjami kardynalskimi opartego na jawnym ideologicznym nepotyzmie. Wszyscy przyjaciele Bergoglio i przyjaciele przyjaciół mają wyrównane kariery, nawet za cenę uporczywego zaprzeczania ich skandalom, błędom doktrynalnym, oczywistej niegodności lub niekompetencji. Lubi „pasterzy, którzy cuchną owcami”, nawet jeśli są najemnikami i jeśli owce nie chcą być przez nich prowadzone. Co ujawnia jeszcze bardziej ponury brak cnót ludzkich niż całkowity brak cnót teologicznych. Muszę powiedzieć, że niemianowanie arcybiskupa Mediolanu kardynałem nie jest hańbą; ale przepraszam, że patriarcha Wenecji,Przesłaniem dla kandydatów do watykańskiego cursus honorum jest dążenie do władzy z dworską służalczością, pod karą zarządu komisarycznego, wizytacji apostolskiej, przeniesienia, a nawet zwolnienia bez nowych stanowisk (patrz między innymi Burke i Gaenswein).

Tucho Fernández będzie kardynałem. Do niedawna wydawało się to żartem. Zamiast.

Pozostaje żartem, bo to, co dzieje się od dziesięciu lat, to już raczej farsa niż tragedia. Wszystko, co rodzi sekta Santa Marta, jest oszustwem: rzekoma „demokratyzacja” Synodu na temat synodalności, w którym pytania kierowane do społeczności lokalnych są formułowane w taki sposób, aby uzyskać pożądane odpowiedzi, zawsze zgodnie z precyzyjnym wywrotowym projektem, który zaczyna się od samego Bergoglio. Zaangażowanie kobiet w zarządzanie Kościołem jest kłamstwem: jest to sprzeczne z wolą naszego Pana i żadna władza, jakkolwiek by nie była tyrańska i autorytarna, nie może zmienić materii sakramentu święceń. Skandaliczne ukłony prałatów i duchownych przywarom i stylom życia tzw. „wspólnoty LGBTQ” są oszustwem: wykorzystują słabości laików wprowadzonych w błąd przez obudzoną ideologię, aby legitymizować swoje osobiste grzechy, które wcześniej czy później ujawniają się w swojej żenującej prozaicznej naturze.Sam Fernández jest również zbudowaną postacią , który od lat zabiega o Bergoglio publicznymi świadectwami szacunku, wiary w jego zdolności reformatorskie, pewności nieuchronności jego „proroczego” działania (w soborowej nowomowie, synonim „heretyka”) jako najwyższego Pasterza Kościoła.

Fernández jest dla Bergoglio tym, czym Zelenskyj dla Bidena: są marionetkami w rękach marionetek . Ta sama wywrotowa elita, która jednoczy Biały Dom z Watykanem, e-maile Podesty do abdykacji Ratzingera, głębokie państwo do głębokiego kościoła , Nancy Pelosi do „ojca” Jamesa Martina sj zawsze pociąga za sznurki.

Z pewnością Fernández został wyznaczony na szefa dawnego Świętego Oficjum za to, że nie zrobił nic, co powinien zrobić prefekt tej bardzo ważnej, obecnie zdegradowanej dykasterii. Zrobi coś dokładnie odwrotnego: zachęci do herezji i dewiacji moralnych modnych dziś teologów, biskupów niecierpliwych, by przenieść się do hotelu Santa Marta, zwolenników płci; a zamiast tego będzie działał z bezwzględną stanowczością dla księdza, który krytykuje heretyckie twierdzenie Bergoglio lub jednego z jego protegowanych, dla biskupa, który potępia dewiacje Synodu, dla profesora seminarium, który wciąż naucza aktów magisterskich sprzed Soboru Watykańskiego II. Zobaczymy, jak daleko posunie się gorliwość tego Fernándeza, żeby zadowolić swojego sponsora,

Czy poszukiwani przez Franciszka kardynałowie to wszyscy potakujący, czy też jest ktoś zdolny do niezależnego osądu?

Aby być dzisiaj kardynałami, trzeba mieć to, co nasi starsi nazywali „włosami na brzuchu” : czystki były nieubłagane przez sześćdziesiąt lat, a nawet niektórzy wybitni ludzie stworzeni przez Benedykta XVI okazali się całkowicie gorsi od oczekiwań wiernych konserwatystów, a nierzadko oportunistów lub bojaźliwych. Niewielu ocalało z dzielnych – powiedzmy – Dubii , którzy na ostatnim Konklawe byli świadkami rzeczy, których publicznie nie potępiają. Więc tak: wszyscy są takmenami; co dla tych, którzy powinni bronić Świętego Kościoła usque ad effusionem sanguinis , jest co najmniej niespójne.

Obecny kryzys jest karą, którą Pan karze Kościół i świat za niewierność swoich ministrów i władców narodów . Popatrzmy na tę plagę jako na surowy gest Ojca, który zbyt długo był obrażany, ale który wciąż chce nas zbawić. Nawrócenie jest jedyną możliwą drogą : wróćmy do Boga, zanim Miłosierdzie ustąpi miejsca Sprawiedliwości.

14 lipca 2023 r

S. Bonaventurae Episcopi Confessoris et Ecclesiae Doctoris

 

 

 

https://www.aldomariavalli.it/2023/07/15/intervista-a-carlo-maria-vigano-il-prossimo-conclave-una-provocazione-bergoglio-vuole-creare-le-premesse-di-uno-scisma-fernandez-sta-a-bergoglio-come-zelenskyj-a-biden/

 


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