Ochotnicza Milicja Bezpieczeństwa Narodowego

Konstytucja Milicji 

Milicja Czarnych Koszul reprezentuje duchem i bronią – być może lepiej niż jakakolwiek inna instytucja reżimu, a na pewno w bardziej konkretnej formie niż jakakolwiek inna – ciągłość i ewolucję Rewolucji. Zrodzony z najczystszej pasji powstańczej, z misją utrwalenia pierwotnych cnót faszyzmu i strzeżenia jego podbojów, rozszerzył obecnie swoje działanie na różne sektory życia narodowego, wszędzie w obronie i na rzecz nowego państwa Mussoliniego.

 

 

Costituzione della Milizia 

Milizia delle Camicie Nere rappresenta,nello spirito e nelle armi - forse meglio d'ogni altra Istituzione del Regime, e certo in forma più d'ogni altra concreta - la continuità e il divenire della Rivoluzione. Essa, scaturita dalla più pura passione insurrezionale con la missione di perpetuare le virtù originarie del Fascismo e di presidiarne le conquiste, ha ormai esteso la sua azione nei vari settori della vita nazionale, ovunque a difesa e a beneficio del nuovo Stato mussoliniano.

Il Duce non consenti che andassero disciolte le schiere di quei valorosi, i quali avevano aperto con le armi la via di Roma. Volle che le Legioni delle Camicie Nere divenissero parte integrante dello Stato, strumento legale della sua difesa, arma pronta e fedele della Rivoluzione per il raggiungimento delle più lontane mete. Dal 1° febbraio 1923 la Milizia ha assolto la sua missione, compiutamente : ed oggi, nel decennale della Rivoluzione, essa, nata nello spirito del Duce, è fiera di rivendicare quale suo atto di nascita la storica deliberazione presa dal Gran Consiglio il 12 gennaio 1923:

«Il Gran Consiglio Nazionale del Fascismo, riunito la sera del 12 gennaio, udita la relazione del Generale De Bono sulla formazione della Milizia per la Sicurezza Nazionale, l'approva nelle sue linee fondamentali ed affida al Comando Generale ed ai Comandi dipendenti il compito di ultimare i lavori necessari entro il 28 febbraio.

«Il Gran Consiglio, ossequiente agli ordini del Governo, che prescrivono lo scioglimento di tutte indistintamente le formazioni a tipo o inquadramento politico-militare per la fine del corrente mese, dichiara sciolte per detta epoca le squadre d'azione del Partito Fascista, che entrano a far parte della Milizia per la Sicurezza Nazionale secondo le norme che verranno impartite dal Comando Generale. Inoltre afferma che:

«1. Il carattere della Milizia per la Sicurezza Nazionale sarà essenzialmente fascista, avendo essa Milizia lo scopo di proteggere gli inevitabili ed inesorabili sviluppi della Rivoluzione di ottobre; per cui essa conserverà i suoi simboli, le sue insegne, i suoi nomi consacrati dalle battaglie vittoriose e dal sangue versato per la Causa.

«2. Il carattere interiore della Milizia per la Sicurezza Nazionale dovrà essere informato ai sensi di una disciplina che giunga alle più dure rinunce e alle più ascetiche dedizioni.

«Il Gran Consiglio invita le Camicie Nere di tutta Italia ad essere degne del massimo onore che possa essere consentito ad un fascista, quello di militare sia all'interno che all'estero in difesa dello Stato e della Nazione ».

Già il 14 gennaio successivo, con R. Decreto si concretavano le direttive fissate dal Gran Consiglio, ponendo le basi dell'ordinamento della Milizia.

Si trattava ora di organizzare l'Istituzione secondo le nuove finalità : di trasformare le squadre d'azione in regolari reparti e di stabilire i Comandi; in una parola, di adeguare alle nuove esigenze la massa dei gregari. Per realizzare quello che è stato il primo ordinamento della Milizia si segui pertanto la traccia delle formazioni squadriste, col precipuo scopo di perpetuarne lo spirito rivoluzionario. Le norme emanate in quello scorcio di tempo mantengono tuttavia la loro austera bellezza e il carattere squisitamente rivoluzionario che le informò.

«Il milite della Milizia Nazionale serve l'Italia in mistica purità di spirito, con fede incrollabile ed inflessibile volontà; sprezza, al par d'ogni altra viltà, la prudenza che nasce dall'opportunismo; ambisce, come premio sommo alla sua fede, il sacrificio; sente la fiera bellezza dell'apostolato a cui tutto si vota per fare forte e sicura la gran Madre comune.

«Egli perciò non conosce che doveri, e non ha diritto che alla gioia di compierli. Del comandare e dell'obbedire è uguale in lui la fierezza: giacché esercita su se stesso il più difficile dei compiti colui che più ciecamente obbedisce. Capo o gregario, sia che ordini, sia che eseguisca, la Camicia Nera della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, deve essere sempre ed a tutti esempio di questa purità spirituale.»

Così il regolamento di disciplina delle Camicie Nere; né poteva essere sostanzialmente diverso. Il volontario s'impone un più severo abito di vita: è già in atto nel suo spirito una legge morale, prima ancora che nella stessa lettera del regolamento. Così fu per le Milizie volontarie dei liberi Comuni e del nostro Risorgimento, così doveva essere per l'Armata delle Camicie Nere, che a quelle si ricollega idealmente, poiché una sola è l'anima secolare della nostra gente guerriera.

 

I compiti della Milizia

Alla Milizia sono affidati compiti delicatissimi d'importanza nazionale che possono suddividersi in politici, educativi, militari.

Essa concorre con le altre Forze Armate a mantenere l'ordine pubblico e ad assicurare in ogni evenienza il perfetto funzionamento degli essenziali servizi dello Stato; cura la istruzione premilitare e post-militare; vigila con speciali reparti di frontiera i valichi della Patria.

Strettamente collegati l'uno all'altro sono il compito educativo e quello militare: può dirsi più esattamente che essi rappresentano due fasi successive di quell'azione che la Milizia è andata esercitando con efficacia via via crescente per la formazione spirituale e fisica della gioventù. Inquadrare, organizzare le nuovissime generazioni, istruirle, educarle, rinvigorirle, indirizzarle a più alti destini: questo complesso compito è svolto in gran parte dalla Milizia la quale lo assolve provvedendo all'inquadramento militare delle organizzazioni giovanili ed universitarie e curando l'istruzione premilitare.

È un'imponente massa di giovani che, dagli otto ai vent'anni, marcia in camicia nera e cresce sotto il segno della stessa fede; impara ad amare la Patria più che se stessa ed entra nella vita con la coscienza del cittadino e del soldato.

Accanto alle organizzazioni destinate ai giovani sono quelle che cooperano alla preparazione militare della Nazione: i Battaglioni Camicie Nere e la Difesa Controaerea Territoriale. Oltremare stanno i legionari della Coloniale; ovunque, nel Regno, a invigilare i più delicati servizi e i più importanti centri vitali del Paese, i gregari delle varie Specialità.

Riassumendo i compiti della Milizia erano:

  • Compiti politici: concorso nei servizi di ordine pubblico (O.P.) e di pubblica sicurezza (P.S.);

  • Compiti educativi militari: inquadramento, disciplina, istruzione dei reparti Balilla e Avanguardisti dell'O.N.B., reparti Universitari, istruzione premilitare;

  • Compiti militari: Battaglioni CC.NN. a piedi e ciclisti; Milizia per la difesa contraerea territoriale; Legioni Libiche permanenti.

Ordinamento della Milizia

All'atto della costituzione l'ordinamento della Milizia dovette essere adattato alle sue prime finalità e alle momentanee contingenze, tenuto conto del suo compito essenzialmente e prevalentemente politico. Nel fissare la suddivisione delle varie unità, fu necessario non discostarsi molto, non solo per ragioni politiche, ma anche per ovvie ragioni sentimentali, da quello che fu l'ordinamento della Milizia squadrista: furono infatti mantenuti i Comandi di Zona e quelli di Legione del periodo insurrezionale. La circoscrizione territoriale di ciascuna Zona coincise, in linea di massima, con il territorio di una o due Regioni del Regno, anche per facilitare la chiamata dei militi per istruzione, per servizio di ordine pubblico o per mobilitazione. Ma in seguito i nuovi compiti militari assunti (Premilitare - M.D.I.C.A.T. - Battaglioni CC.NN.), che facevano sentire la necessità di avvicinare il più possibile la circoscrizione territoriale della Milizia a quella dell'Esercito, e gli originari compiti politici, anch'essi gradualmente trasformatisi, resero l'ordinamento inadeguato alle nuove necessità. Dal Comando Generale venne studiato allora un nuovo ordinamento che rispondesse ai compiti e alla maturità dell'istituzione e che andò in vigore il 1° settembre 1929. Attualmente la Milizia ha un Comandante Generale nella persona del Duce, ed è così ordinata:

  • Un Comando Generale, con sede in Roma, retto da un Capo di S. M.;

  • Quattro Comandi di Raggruppamento e due Comandi di CC.NN. delle Isole, con sede in Milano, Bologna, Roma, Palermo, Cagliari, i quali esercitano una funzione di vigilanza e di controllo sull'attività dei dipendenti Gruppi e delle rispettive Legioni;

  • Trentatré Comandi di Gruppo, retti da Consoli Generali, cui spetta il controllo di tutte le attività che svolgono le dipendenti Legioni (ogni Gruppo ne comprende due o più) e in special modo la direzione del loro addestramento militare. La circoscrizione territoriale del Comando di Gruppo corrisponde, a un dipresso, a quella delle Divisioni Militari;

  • Centoventi Comandi di Legione, retti da Consoli. Ogni Legione comprende 3 o più Coorti ordinarie.

  • Tredici Legioni di Complemento, comandate da Seniori, composte di una sola Coorte.

  • Sei Coorti Autonome, comandate da Seniori, comprendenti 3 o più Centurie ordinarie.

  • Una Legione Mutilati, con sede in Roma ed un reparto Mutilati per ogni Legione avente sede nel capoluogo di provincia.

La gradazione delle unità della Milizia in corrispondenza con le unità del R. Esercito è la seguente:

Raggruppamento o Comando CC.NN. Isole - Divisione

 

Gruppo di Legioni - Brigata

Legione - Reggimento

Coorte - Battaglione

Centuria - Compagnia

Manipolo - Plotone

Squadra - Squadra

 

Quadri e reclutamento

Di massima gli Ufficiali appartengono alle categorie in congedo delle altre forze armate, e conservano in generale lo stesso grado nella Milizia; ad eccezione dei Capimanipolo che possono anche non aver ricoperto il grado di Ufficiale dell'Esercito, ma che debbono essere comunque in possesso dello stesso titolo di studio prescritto per la nomina a Sottotenente. Il grado di Capomanipolo può essere conferito anche a quei Capisquadra che abbiano una determinata anzianità e superino speciali prove di esame.

Gli aspiranti tutti indistintamente debbono essere inscritti al P.N.F.

Gli Ufficiali della Milizia si dividono in due grandi categorie

a) Ufficiali in servizio permanente;

b) Ufficiali della riserva.

Gli Ufficiali in servizio permanente si suddividono ancora come segue: Ufficiali in servizio permanente effettivo, che prestano ininterrottamente servizio presso i Comandi e vengono retribuiti mensilmente con indennità fisse; Ufficiali nei quadri che hanno un Comando di reparto e che, pur essendo in servizio, non percepiscono indennità fisse, salvo nei casi di servizio fuori della loro residenza. Fanno parte degli Ufficiali in S.P.E. quelli inscritti nel ruolo speciale che comprende i Quadrumviri ed i Luogotenenti Generali che durante la Marcia su Roma ebbero Comando di Colonna.

Diventano Ufficiali della riserva tutti coloro che per una ragione qualsiasi (che non sia di indegnità) siano costretti ad abbandonare la categoria di cui alla lettera a), purché però abbiano appartenuto per almeno un anno a tale categoria.

Gli Ufficiali sono inscritti in appositi ruoli di anzianità. Vi è un ruolo unico per gli Ufficiali in S.P.E., che viene tenuto aggiornato dall'Ufficio Personale del Comando Generale, mentre per gli Ufficiali nei quadri e per quelli della riserva vi sono ruoli distinti presso i Comandi di Raggruppamento e Camicie Nere delle Isole.

Il reclutamento delle Camicie Nere è volontario ed è fatto esclusivamente attraverso la Leva Fascista, fra i giovani dei Fasci Giovanili di Combattimento che compiono il 20° anno di età (per le Milizie Speciali e Universitarie basta aver compiuto il i8° anno di età) e che posseggono l'idoneità fisica e soprattutto morale.

Per tutti gli appartenenti alla Milizia é obbligatoria la inscrizione al P.N.F.

La Leva Fascista si celebra in forma solenne presso le sedi di Legione il 21 aprile di ogni anno, alla presenza delle autorità politiche e militari. Essa consiste nella consegna del moschetto, simbolo dello spirito guerriero, da parte del milite più anziano al giovane fascista che entra a far parte della Milizia.

Centri di reclutamento della Milizia sono i Comandi di Legione e di Coorte Autonoma, che giudicano delle inscrizioni e presso i quali funziona uno speciale Ufficio Matricola.

In ruoli a parte vengono elencate, separatamente, le CC.NN. che hanno obblighi militari. E ciò allo scopo di avere una organizzazione interna tale che la Legione o Coorte Autonoma possa seguitare a funzionare senza scosse nella eventualità di una chiamata generale di coloro che hanno obblighi di servizio militare.

Particolare nota viene tenuta delle CC.NN. che hanno qualche conoscenza o attitudine speciale, come telegrafisti, piloti, aviatori, osservatori, barcaiuoli, macchinisti, ferrovieri, meccanici, automobilisti e personale specializzato di aviazione.

In caso di mobilitazione o di richiamo parziale nell'Esercito, nella Marina e nella Aeronautica, la Milizia viene assorbita, a seconda della posizione e degli obblighi militari dei

singoli suoi componenti.

 

Il servizio delle Camicie Nere

La Milizia ha i suoi quadri costituiti da lavoratori del braccio e della mente, i quali attendono alle loro abituali occupazioni, pur essendo sempre pronti ad ogni appello. È questa la caratteristica che ne fa un'istituzione prettamente italiana ben distinta dalle forze armate di ogni paese.

Le chiamate in servizio possono essere generali e parziali. Le prime costituiscono un'eccezione e sono sempre ordinate dal Capo del Governo per gravi necessità di ordine pubblico; le seconde vengono fatte per reparti e per località, e sono ordinate dal Comando Generale e, nei limiti della loro giurisdizione, dai Comandi di Raggruppamento, CC.NN. delle Isole, Gruppo, Legione e Coorte Autonoma.

Ufficiali e CC.NN. possono essere chiamate in servizio:

I - per ragioni di ordine pubblico;

II - per riviste o parate;

III - per l'istruzione ordinaria o per manovre, campi, esercitazioni.

Queste chiamate avvengono quasi sempre di domenica e in altri giorni festivi. Il loro scopo è duplice : impartire l'istruzione militare alle CC.NN. che non hanno prestato alcun servizio militare e perfezionare l'istruzione di quelle altre che tale servizio hanno compiuto. Di tanto in tanto si effettuano poi chiamate straordinarie per esercitazioni in unione ai reparti di altre forze armate, previ accordi fra i singoli Ministeri competenti ed il Comando Generale. In questo modo ogni cittadino italiano che appartenga al Corpo dei nostri volontari, senza essere distolto dalle proprie occupazioni, acquista e mantiene pronta ed aggiornata quella cultura militare teorica e pratica che lo conserva buon soldato in perfetta efficienza.

IV - in casi di pubbliche calamità.

Queste chiamate sono regolate in base ad apposite disposizioni di legge. Avuta segnalazione di un disastro che abbia danneggiato una zona del territorio nazionale, i Comandi di reparto della Milizia aventi giurisdizione nella zona colpita, con le proprie formazioni tecniche debbono portare d'urgenza nei luoghi del sinistro, e nella più larga misura, i primi soccorsi, mettendosi a disposizione delle Autorità che hanno assunto la direzione dei servizi. In tali casi la Milizia agevola e assolve il proprio compito mediante:

a) l'adozione dei provvedimenti d'urgenza, coordinati con l'opera di salvataggio;

b) la cura e l'assistenza nella zona colpita, dei feriti e dei malati, ed il loro ricovero;

c) l'impianto di attendamenti e baraccamenti e il relativo governo igienico.

Le chiamate in servizio, generali e parziali, degli appartenenti alla Milizia, per ragioni di ordine pubblico, in caso di pubblica calamità, per istruzioni, riviste o parate, sono da considerarsi a tutti gli effetti come richiami in servizio militare e, durante tale periodo, gli appartenenti alla Milizia conservano il posto che essi occupano nei pubblici o privati impieghi.

Chi giudica la Milizia o senza conoscerla, o attraverso le deformazioni dello spirito di parte, ignora o finge di ignorare l'abnegazione dei volontari in occasione di sinistri e di pubbliche calamità : essa non ha limiti di sacrificio. Si può dire che non c'è stato in Italia episodio di dolore, in cui non sia rifulso lo spirito di sacrificio delle Camicie Nere. Il terremoto del Vulture, il disastro del Gleno, il ciclone di Montebelluna, la valanga di Bolognola, il terremoto del Friuli, la inondazione del mantovano, la piena della Ghironda, il nubifragio di Salerno videro i Legionari prodigarsi ad alleviare la sventura e a far rifiorire la vita là dove era stata sconvolta o distrutta, sempre primi nell'esercizio delle virtú civili.

L'Albo d'Oro «I Decorati della Milizia» documenta in proposito il valore e l'opera dei volontari. Contadini e studenti, lavoratori del braccio e della mente, Ufficiali e gregari, sono stati premiati per atti di valore. La Milizia è fiera della sua aristocrazia: é orgogliosa soprattutto di constatare che i ranghi di essa aumentano di continuo; poiché i legionari, adusati come sono alla scuola del sacrificio, nell'esercizio del proprio dovere o fuori, ricordano il monito che viene loro dai Camerati più forti: quelli che caddero e quelli che hanno sul petto i segni del valore.

Vanno segnalate particolarmente le decorazioni concesse a interi reparti di Milizia perché esprimono l'ufficiale riconoscimento dell'opera collettiva di soccorso e di assistenza. In prima linea stanno le Legioni 9a, 14a, e 15a. Ecco la eloquente motivazione con la quale veniva concessa la medaglia d'argento al valor civile alla 9a Legione «Cacciatori Alpini di Valtellina »

«In occasione di terribili alluvioni che sconvolgevano la Valtellina, allagandola e distruggendo arginature e abitati, tutti i reparti del  la Legione accorrevano prontamente, anche di  loro iniziativa, sui luoghi del disastro e, prodigandosi per giorni e per notti dove maggiore era il pericolo, con magnifico spirito di emulazione salvavano vite e averi, meritandosi  l'ammirazione della popolazione tutta».

 

Attività sportiva

Seguendo l'impulso dato dal Regime alle esercitazioni sportive della gioventù, la Milizia ha particolarmente curato l'addestramento fisico dei suoi gregari.

Non esistono dei reparti sportivi organici, ma presso ciascun Comando di Raggruppamento, di Gruppo e di Legione vi é un Ufficiale che si occupa dell'educazione fisica e sportiva. Tali Ufficiali, basandosi sulle direttive impartite dall'Ufficio esistente presso il Comando Generale, provvedono all'addestramento fisico dei gregari e selezionano gli elementi délegati a rappresentare i reparti nelle varie gare di Gruppo, di Raggruppamento e nazionali, che ogni anno, in base ai fondi assegnati per ciascun esercizio finanziario, vengono organizzate.

Tutta questa attività comprende i più svariati sports: dalle competizioni atletiche ai campionati di sci, dal torneo di scherma per la disputa della «Spada Mussolini» che si conclude nel giorno annuale della Milizia, ai campionati di volata, dalle gare di marcia al campionato di tiro a volo, dalla staffetta ciclistica al campionato motociclistico per la «Coppa Mussolini», ai concorsi ippici, alle gare di nuoto, a quelle di tamburello, alle regate per il campionato di canottaggio; l'annata sportiva delle Camicie Nere è indubbiamente fra le più intense e le più attentamente seguite.

 

L'istruzione premilitare

L'istruzione premilitare, di cui è veramente sentita la necessità, è affidata alla Milizia secondo le norme ed i regolamenti emanati dal Ministero della Guerra.

Con recente disposizione di legge, 29 dicembre 1930-IX, essa è stata resa obbligatoria per tutti i cittadini del Regno che compiano il diciottesimo anno di età entro il 31 dicembre dell'anno in cui si iniziano i corsi.

La concessione della ferma, essendo prevista dal Testo Unico della legge sul reclutamento del R. Esercito, è subordinata al possesso del requisito dell'istruzione premilitare.

Le istruzioni sono impartite in due anni consecutivi e suddivise in due cicli: il primo della durata di sei mesi, il secondo di quattro. Le lezioni, di massima, vengono svolte nella stagione invernale, dal 1° ottobre alla fine di gennaio per il 2° corso, ed alla fine di marzo per il 1°. Soltanto in determinate località, ove per ragioni di clima, di viabilità, di comunicazione o per altri motivi, non sarebbe possibile svolgere i corsi nella stagione invernale, l'istruzione si effettua nei mesi estivi.

In ogni località si svolge di massima un solo corso (1° e 2°). Nelle località più importanti, ogni anno di corso è suddiviso in due o più sezioni, a seconda del numero degli allievi iscritti. Ogni corso è retto da un direttore (che riveste sempre il grado di Ufficiale), il quale sorveglia e dirige il lavoro degli istruttori. Questi vengono scelti fra gli Ufficiali della Milizia riconosciuti idonei allo speciale compito, e sono coadiuvati da Capisquadra e Camicie Nere in possesso dei necessari requisiti.

Il Comando Generale impartisce le disposizioni di massima; nomina gli Ufficiali in servizio permanente addetti alla premilitare, presso i Comandi di Raggruppamento, di Gruppo, di Legione e di Coorte Autonoma; raccoglie i dati statistici riferentisi al numero dei corsi e al numero degli allievi iscritti, esaminati e idonei. A coordinare tutta questa attività, secondo i programmi e le esigenze, esiste presso il Comando Generale un Ispettorato della Premilitare.

Presso i Comandi di Raggruppamento, di Gruppo, di Legione e Coorte Autonoma sono istituiti speciali Uffici premilitari retti rispettivamente da un Ufficiale superiore e da Ufficiali inferiori, che hanno il compito di coadiuvare i loro comandanti sotto la cui responsabilità si svolge l'istruzione.

Presso gli Uffici di Legione vengono compilati per ogni allievo speciali fogli matricolari, nei quali rimane permanente notizia delle qualità morali e militari di ognuno e dei risultati degli esami.

La premilitare ha assunto lo scorso anno un imponente sviluppo: oltre un milione di iscritti, quasi ventimila istruttori. È tutta la giovinezza italiana che passa, negli anni immediatamente precedenti il servizio di leva, al vaglio dell'istruzione. La Milizia con le sue nuove reclute, che saranno i soldati di domani, è depositaria della più eletta spiritualità fascista; essa deve restare il mezzo per cui la fiamma della fede si perpetua e si alimenta nell' annuale afflusso delle generazioni.

 

Organizzazione giovanile

La Milizia provvede all'inquadramento ed all'istruzione militare delle Legioni avanguardisti e balilla, fornendo propri Ufficiali e Capisquadra all'Opera Nazionale Balilla. Cosicché, prima ancora di entrare nei ranghi del Partito, i giovanetti ed i fanciulli d'Italia crescono temprati all'austero costume fascista.

I reparti avanguardisti e balilla sono organizzati militarmente con la stessa progressione della Milizia. L'ordinamento è provinciale; in ciascuna provincia si raggruppano varie unità a seconda del numero dei giovani iscritti.

Gli Ufficiali addetti al loro inquadramento vengono scelti, nei limiti del possibile, fra gli insegnanti delle scuole elementari e delle scuole medie.

I risultati ottenuti dalle organizzazioni dell'Opera Nazionale Balilla si sono imposti all'ammirazione del mondo. Gli Ufficiali della Milizia cooperano così all'esercizio quotidiano dell'apostolato più nobile: l'educazione dei giovanissimi.

 

La Milizia nello Stato

La Milizia è una istituzione di Stato. Ai suoi appartenenti è riconosciuta la qualità di Ufficiali ed agenti della forza pubblica.

Gli appartenenti alle Milizie Speciali (Ferroviaria, Forestale, Portuaria, Postelegrafica, Stradale), mentre rientrano nella comune costante qualifica di Ufficiali ed agenti della forza pubblica, sono in pari tempo riconosciuti Ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria, limitatamente alla ricerca e all'accertamento dei reati riguardanti le loro speciali mansioni, anche quando tale ricerca li conduca ad agire fuori dell'ambito della loro specialità.

Con Decreto 4 agosto 1924 la Milizia è entrata a far parte delle Forze Armate dello Stato. Da allora ebbe il suo posto e i suoi precisi compiti nel quadro della Nazione.

Le Camicie Nere, qualche mese dopo, giurarono fedeltà al Re. Il rito fu celebrato così come il Duce ordinò coll'ordine del giorno del 27 ottobre:

«Nel secondo anniversario della Marcia su Roma, siete chiamati a compiere un rito solenne: giurare fedeltà al Re.

«Lo farete con pura coscienza, con lealtà assoluta, con voce gagliarda.

«Inquadrati nelle vostre ferree Legioni, offrirete ancora una volta alla Nazione uno spettacolo superbo di forza e di disciplina.

«Sfilando in unione coi reparti dell'eroico Esercito, dell'invitta Armata e della gloriosa Aviazione, riaffermerete la solidarietà che lega insieme tutte le forze armate dello Stato.

«Con le baionette innalzate a mille nel cielo voi rinnoverete nell'anniversario glorioso la vostra devozione al Fascismo, di cui portate nel cuore la fiammeggiante passione.

«Oggi, piú che mai: Viva la Milizia!»

Dal 1° febbraio 1923 ad oggi la Milizia, consapevole della sua posizione in seno allo Stato, ha offerto esempio costante di disciplina, accettando tutte le consegne e tutte le rinunce. Specie nel periodo della più accesa opposizione la Milizia delle Camicie Nere attirò, per la sua fedeltà al Regime e per la fermezza dei suoi gregari, spesso illuminate da oscuro eroismo (l'Albo d'Oro dei nostri Caduti è li a documentarlo), l'odio e la violenza dei nemici del Regime. I Legionari si irrigidirono: per essi rispose sempre il Duce, che li aveva voluti dopo la Marcia ancora intorno a sé: mantenendo l'istituzione delle Camicie Nere nella sua piena efficienza e integrandola secondo le nuove esigenze. Sicché essa rimase, attraverso tutte le insidie, guardia della Rivoluzione, perfezionando la sua posizione giuridica e meglio assestandosi nel quadro dello Stato.

Sono qui da ricordare gli uomini che agli ordini del Capo - prima che il Duce assumesse il Comando diretto della Milizia - comandarono l'Armata delle Camicie Nere: i Quadrunviri De Bono, De Vecchi e Balbo, primi animatori della Milizia; Asclepia Gandolfo, magnifica tempra di Generale e di Fascista, mancato mentre era ancora al suo posto di comando; Maurizio Gonzaga, due volte decorato di medaglia d'oro.

 

 

SPECIALITA' DELLA MILIZIA

 

Konstytucja Milicji 

Milicja Czarnych Koszul reprezentuje duchem i bronią – być może lepiej niż jakakolwiek inna instytucja reżimu, a na pewno w bardziej konkretnej formie niż jakakolwiek inna – ciągłość i ewolucję Rewolucji. Zrodzony z najczystszej pasji powstańczej, z misją utrwalenia pierwotnych cnót faszyzmu i strzeżenia jego podbojów, rozszerzył obecnie swoje działanie na różne sektory życia narodowego, wszędzie w obronie i na rzecz nowego państwa Mussoliniego.

Duce nie pozwolił na rozwiązanie szeregów tych odważnych ludzi, którzy bronią otworzyli drogę do Rzymu. Chciał, aby Legiony Czarnych Koszul stały się integralną częścią państwa, prawnym instrumentem jego obrony, gotową i wierną bronią Rewolucji do osiągnięcia najodleglejszych celów. Od 1 lutego 1923 roku Milicja wypełniła całkowicie swoją misję i dzisiaj, w dziesiątą rocznicę Rewolucji, zrodzona w duchu Duce, z dumą przywołuje jako swój akt urodzenia historyczną uchwałę Wielkiej Rady w dniu 12 stycznia 1923 r.:

«Wielka Narodowa Rada Faszyzmu, zebrana wieczorem 12 stycznia, po wysłuchaniu raportu generała De Bono w sprawie utworzenia Milicji dla Bezpieczeństwa Narodowego, zatwierdza go w zasadniczych założeniach i powierza zadanie Dowództwu Generalnemu i zależnym Dowództwem zakończenia niezbędnych prac do 28 lutego.

«Wielka Rada, zgodnie z zarządzeniami Rządu, które nakazują rozwiązanie wszystkich formacji typu polityczno-wojskowego lub klasyfikacji do końca bieżącego miesiąca, ogłasza, że ​​oddziały bojowe Partii Faszystowskiej, które wchodzą do część Milicji Bezpieczeństwa Narodowego według zasad, które zostaną wydane przez Dowództwo Generalne. Ponadto stwierdza, że:

«1. Charakter Milicji Bezpieczeństwa Narodowego będzie zasadniczo faszystowski, ponieważ celem Milicji jest ochrona nieuniknionego i nieubłaganego rozwoju Rewolucji Październikowej; dlatego zachowa swoje symbole, insygnia i imiona uświęcone zwycięskimi bitwami i krwią przelaną dla Sprawy.

„2. Wewnętrzny charakter Milicji Bezpieczeństwa Narodowego będzie musiał zostać ukształtowany zgodnie z dyscypliną, która sięga najcięższych wyrzeczeń i najbardziej ascetycznych poświęceń.

„Wielka Rada wzywa Czarne Koszule całych Włoch, aby zasłużyli na najwyższy zaszczyt, jaki można przyznać faszyście, a mianowicie służbę zarówno w kraju, jak i za granicą w obronie Państwa i Narodu”.

Już 14 stycznia następnego roku dekretem R. weszły w życie wytyczne Wielkiej Rady, kładące podwaliny pod organizację Milicji.

Teraz chodziło o zorganizowanie instytucji zgodnie z nowymi celami: przekształcenie oddziałów bojowych w zwykłe wydziały i powołanie dowództw; jednym słowem dostosować masę wyznawców do nowych potrzeb. Aby osiągnąć pierwszą organizację Milicji, podążano zatem szlakiem formacji oddziałowych, a głównym celem było utrwalenie ich rewolucyjnego ducha. Reguły wydane w tym okresie zachowują jednak swoje surowe piękno i wybitnie rewolucyjny charakter, który je przyświecał.

«Żołnierz Milicji Narodowej służy Włochom w mistycznej czystości ducha, z niezachwianą wiarą i nieugiętą wolą; gardzi, jak każdym innym tchórzostwem, roztropnością wynikającą z oportunizmu; pragnie poświęceń jako najwyższej nagrody za swą wiarę; odczuwa dumne piękno apostolatu, któremu wszystko jest poświęcone, aby wielka wspólna Matka była silna i bezpieczna.

«Zna zatem tylko obowiązki i nie ma innego prawa, jak tylko radość z ich wypełniania. Duma rozkazywania i posłuszeństwa jest w nim równa: gdyż ten, kto jest najbardziej ślepo posłuszny, wykonuje na sobie najtrudniejsze zadania. Przywódca czy naśladowca, niezależnie od tego, czy wydaje rozkazy, czy je wykonuje, Czarna Koszula Ochotniczej Milicji Bezpieczeństwa Narodowego musi zawsze być dla każdego przykładem tej duchowej czystości.

Zatem przepisy dyscyplinarne Czarnych Koszul; nie mogło też być zasadniczo inne. Wolontariusz narzuca sobie bardziej surowy styl życia: w jego duchu istnieje już prawo moralne, jeszcze przed literą samego rozporządzenia. Tak było w przypadku ochotniczych milicji wolnych gmin i naszego Risorgimento, tak było w przypadku Armii Czarnych Koszul, która jest z nimi idealnie powiązana, ponieważ istnieje tylko jedna świecka dusza naszego wojowniczego ludu.

 

Obowiązki Milicji

Milicji powierzone są bardzo delikatne zadania o znaczeniu narodowym, które można podzielić na polityczne, edukacyjne i wojskowe.

Przyczynia się wraz z pozostałymi Siłami Zbrojnymi do utrzymania porządku publicznego i zapewnienia doskonałego funkcjonowania podstawowych służb państwa w każdej sytuacji; dba o edukację przedwojskową i powojskową; monitoruje przejścia graniczne ojczyzny za pomocą specjalnych jednostek granicznych.

Ściśle powiązane są ze sobą zadania wychowawcze i wojskowe: można powiedzieć dokładniej, że stanowią one dwie kolejne fazy tej akcji, którą Milicja prowadzi ze stopniowo wzrastającą skutecznością na rzecz duchowego i fizycznego wychowania młodzieży. Wychowywanie, organizowanie najnowszych pokoleń, instruowanie ich, kształcenie, ożywianie, kierowanie do wyższych przeznaczeń: to złożone zadanie jest w dużej mierze wykonywane przez milicję, która wykonuje je, zapewniając ramy wojskowe organizacjom młodzieżowym i uniwersyteckim oraz opiekując się edukacja przedwojskowa.

To imponująca masa młodych ludzi, którzy w wieku od ośmiu do dwudziestu lat maszerują w czarnych koszulach i dorastają pod znakiem tej samej wiary; uczy się kochać ojczyznę bardziej niż siebie i wchodzi w życie z sumieniem obywatela i żołnierza.

Obok organizacji skierowanych do młodych ludzi, w przygotowaniu militarnym Narodu współpracują także Bataliony Czarnych Koszul i Terytorialna Obrona Przeciwlotnicza. Za granicą są legioniści kolonializmu; wszędzie, w Królestwie, do nadzorowania najdelikatniejszych służb i najważniejszych ośrodków życia w kraju, wyznawców różnych specjalności.

Podsumowując zadania Milicji były następujące:

  • Zadania polityczne: konkurencja w służbach porządku publicznego (OP) i bezpieczeństwa publicznego (PS);

  • Wojskowe zadania edukacyjne: klasyfikacja, dyscyplina, kształcenie wydziałów Balilla i Vanguard ONB, wydziałów uniwersyteckich, edukacja przedwojskowa;

  • Zadania wojskowe: Bataliony CC.NN. pieszo i na rowerach; Milicja do terytorialnej obrony przeciwlotniczej; Stałe Legiony Libijskie.

Rozkaz Milicji

Po utworzeniu organizacja Milicji musiała zostać dostosowana do jej głównych celów i tymczasowych uwarunkowań, biorąc pod uwagę jej zasadniczo i głównie polityczne zadanie. Ustalając podział poszczególnych oddziałów, nie trzeba było zbytnio odbiegać, nie tylko ze względów politycznych, ale także z oczywistych powodów sentymentalnych, od tego, jak wyglądała organizacja szwadronów Milicji: właściwie Dowództwa Strefy i Legionu z okresu powstańczego. Obszar terytorialny każdej Strefy pokrywał się w zasadzie z terytorium jednego lub dwóch Regionów Królestwa, także po to, aby ułatwić powołanie żołnierzy do oświaty, do służby porządku publicznego lub do mobilizacji. Jednak później przyjęto nowe zadania wojskowe (Premilitarne - MDICAT - CC.NN.Batalions), które sprawiły, że konieczne stało się jak największe zbliżenie terytorialnego elektoratu Milicji do Armii oraz pierwotne zadania polityczne, które były również ulegały stopniowym przekształceniom, sprawiły, że system stał się nieadekwatny do nowych potrzeb. Dowództwo Generalne przestudiowało wówczas nowy rozkaz, odpowiadający zadaniom i dojrzałości instytucji, który wszedł w życie 1 września 1929 r. Obecnie Milicja ma Komendanta Generalnego w osobie Duce i jest zorganizowana w następujący sposób:

  • Dowództwo Generalne z siedzibą w Rzymie, na którego czele stoi Szef Sztabu;

  • Cztery polecenia grupowania i dwa polecenia CC.NN. delle Isole z siedzibą w Mediolanie, Bolonii, Rzymie, Palermo, Cagliari, które pełnią funkcję nadzorczą i kontrolną nad działalnością pracowników Grupy i poszczególnych Legionów;

  • Trzydzieści trzy Dowództwa Grup , kierowane przez Konsulów Generalnych, którzy są odpowiedzialni za kontrolę wszystkich działań prowadzonych przez zależne Legiony (w każdej Grupie znajdują się dwa lub więcej), a zwłaszcza za kierowanie ich szkoleniem wojskowym. Zasięg terytorialny Dowództwa Grupy odpowiada mniej więcej podziałowi Dywizji Wojskowych;

  • Sto dwadzieścia Dowództw Legionów , zarządzanych przez Konsulów. Każdy legion składa się z 3 lub więcej zwykłych kohort.

  • Trzynaście Legionów Uzupełniających , dowodzonych przez Seniorów, składających się z jednej Kohorty.

  • Sześć Kohort Autonomicznych , dowodzonych przez Seniorów, w tym 3 lub więcej zwyczajnych Stuleci.

  • Legion okaleczony z siedzibą w Rzymie oraz oddział okaleczonych dla każdego legionu stacjonujący w stolicy prowincji.

Gradacja jednostek Milicji w korespondencji z jednostkami Armii R jest następująca:

Grupowanie lub polecenie CC.NN. Wyspy - dywizja

 

Grupa Legionów – Brygada

Legion – pułk

Kohorta – Batalion

Centuria - Firma

Rękojeść - pluton

Zespół - zespół

 

Menedżerowie i rekrutacja

Ogólnie rzecz biorąc, oficerowie należą do emerytowanych kategorii innych sił zbrojnych i generalnie zachowują tę samą rangę w Milicji; z wyjątkiem szefów, którzy być może nie posiadali stopnia oficera armii, ale którzy w każdym przypadku muszą posiadać takie same kwalifikacje edukacyjne wymagane do mianowania na podporucznika. Rangę Team Leadera mogą otrzymać także Team Leaderzy, którzy posiadają określony staż pracy i zdali specjalne egzaminy.

Wszyscy kandydaci bez rozróżnienia muszą być zarejestrowani w PNF

Funkcjonariusze milicji dzielą się na dwie szerokie kategorie

a) funkcjonariusze w służbie stałej;

b) Oficerowie rezerwy.

Oficerów w służbie stałej dzieli się dalej: oficerów w faktycznej służbie stałej, którzy służą nieprzerwanie w Dowództwach i otrzymują miesięczne wynagrodzenie w postaci stałych dodatków; Funkcjonariusze w kadrach pełniący komendę wydziałową, którzy pomimo pełnienia służby nie otrzymują stałych dodatków, z wyjątkiem przypadków pełnienia służby poza miejscem zamieszkania. Do oficerów w SPE zaliczają się ci, którzy pełnią specjalną rolę, do której zaliczają się Quadrumvirowie i generał porucznik, którzy dowodzili kolumną podczas Marszu na Rzym.

Wszyscy, którzy z jakiegokolwiek powodu (innego niż niegodność) zmuszeni są porzucić kategorię, o której mowa w lit. a), zostają oficerami rezerwy, pod warunkiem, że należą do tej kategorii co najmniej od roku.

Funkcjonariusze są zarejestrowani na określonych stanowiskach starszeństwa. Oficerowie w SPE mają jedną rolę, która jest na bieżąco aktualizowana przez Biuro Kadr Dowództwa Generalnego, natomiast oficerowie kadr i oficerowie rezerwy mają odrębne role w Dowództwie Grup i Czarnych Koszul na Wyspach.

Rekrutacja Czarnych Koszul jest dobrowolna i odbywa się wyłącznie za pośrednictwem dźwigni faszystowskiej, wśród młodych ludzi z Fasci Giovanili di Combattimento, którzy ukończyli 20 lat (w przypadku milicji specjalnej i uniwersyteckiej wystarczy ukończyć 18 lat) i którzy posiadają zdolności fizyczne i przede wszystkim sprawność moralna.

Rejestracja w PNF jest obowiązkowa dla wszystkich członków Milicji

Dźwignię Faszystowską obchodzone jest uroczyście w siedzibie Legionu 21 kwietnia każdego roku, w obecności władz politycznych i wojskowych. Polega na dostarczeniu muszkietu, symbolu ducha wojownika, przez starszego żołnierza młodemu faszyście, który wstępuje do Milicji.

Ośrodkami werbunkowymi Milicji są Dowództwa Legionów i Kohort Autonomicznych, które oceniają rejestracje i gdzie działa specjalne Biuro Immatrykulacyjne.

W oddzielnych rolach numery CC.NN są wymienione osobno. którzy mają obowiązki wojskowe. I to w celu posiadania takiej organizacji wewnętrznej, aby Legion lub Kohorta Autonomiczna mogły w dalszym ciągu funkcjonować bez wstrząsów w przypadku powszechnego powołania osób mających obowiązek służby wojskowej.

Szczególną uwagę zwraca się na CC.NN. posiadający szczególną wiedzę lub zdolności, na przykład telegrafiści, piloci, lotnicy, obserwatorzy, żeglarze, maszyniści, pracownicy kolei, mechanicy, kierowcy i wyspecjalizowany personel lotniczy.

W przypadku mobilizacji lub częściowego odwołania do Armii, Marynarki Wojennej i Sił Powietrznych, Milicja zostaje wchłonięta, w zależności od pozycji i obowiązków wojskowych

jego poszczególne elementy.

 

Służba Czarnych Koszul

Milicja ma swoje kadry złożone z pracowników rąk i umysłu, którzy wykonują swoje zwykłe zajęcia, będąc zawsze gotowi na każde wezwanie. Jest to cecha, która czyni ją instytucją czysto włoską, różniącą się od sił zbrojnych każdego kraju.

Wezwania do serwisu mogą być ogólne i częściowe. Te pierwsze stanowią wyjątek i są zawsze zlecane przez Szefa Rządu ze względu na ważne potrzeby porządku publicznego; te ostatnie są realizowane przez departamenty i miejscowości, a zlecane są przez Dowództwo Generalne oraz, w granicach ich jurysdykcji, przez Dowództwa Zgrupowania, CC.NN. Wysp, Grupy, Legionu i Kohorty Autonomicznej.

Funkcjonariusze i CC.NN. można wezwać do służby:

I – ze względu na porządek publiczny;

II - dla magazynów lub parad;

III - do zwykłej nauki lub na manewry, obozy, ćwiczenia.

Połączenia te prawie zawsze odbywają się w niedziele i inne święta państwowe. Ich cel jest dwojaki: przekazywanie instrukcji wojskowych CC.NN. którzy nie odbyli żadnej służby wojskowej oraz doskonalą wykształcenie pozostałych, którzy taką służbę odbyli. Od czasu do czasu ogłaszane są nadzwyczajne wezwania do ćwiczeń wspólnie z oddziałami innych sił zbrojnych, po uzgodnieniu pomiędzy właściwymi ministerstwami a Dowództwem Generalnym. W ten sposób każdy obywatel Włoch, który należy do naszego korpusu ochotniczego, nie odrywając się od swoich zajęć, nabywa, utrzymuje i aktualizuje teoretyczną i praktyczną kulturę wojskową, która utrzymuje go jako dobrego żołnierza w doskonałej skuteczności.

IV – w przypadku klęsk żywiołowych.

Połączenia te regulowane są szczegółowymi przepisami prawa. Po otrzymaniu zawiadomienia o katastrofie, która uszkodziła obszar terytorium kraju, komendy Milicji właściwe na dotkniętym obszarze, wraz ze swoimi formacjami technicznymi, muszą w trybie pilnym nieść pierwszą pomoc do miejsc wypadku, a w największym zakresie, oddając się do dyspozycji władz, które przejęły zarządzanie służbami. W takich przypadkach Milicja ułatwia i realizuje swoje zadanie poprzez:

a) przyjęcie środków nadzwyczajnych skoordynowanych z akcją ratowniczą;

b) opiekę i pomoc w dotkniętym obszarze rannym i chorym oraz ich hospitalizację;

c) montaż namiotów i baraków oraz związane z tym zarządzanie higieną.

Wezwania do służby, ogólne i częściowe, członków Milicji ze względów porządku publicznego, w przypadku klęski żywiołowej, w celu uzyskania instrukcji, przeglądów lub parad, należy uważać pod każdym względem za powołanie do służby wojskowej, a podczas w tym okresie członkowie Milicji zachowują zajmowane stanowisko w służbie publicznej lub prywatnej.

Ci, którzy osądzają Milicję, nieświadomie lub poprzez wypaczenie ducha partyzanckiego, ignorują lub udają, że ignorują poświęcenie ochotników w razie wypadków i klęsk publicznych: nie ma ono granic dla poświęcenia. Można powiedzieć, że nie było we Włoszech epizodu bólu, w którym nie zajaśniałby duch poświęcenia Czarnych Koszul. Trzęsienie ziemi w Vulture, katastrofa w Gleno, cyklon Montebelluna, lawina w Bolonii, trzęsienie ziemi we Friuli, powódź w Mantui, powódź w Ghirondzie, burza w Salerno sprawiły, że Legioniści robili wszystko, co w ich mocy, aby złagodzić nieszczęście i sprawić, by życie tam, gdzie się wydarzyło, rozkwitło na nowo. został zmartwiony lub zniszczony, zawsze na pierwszym miejscu w wykonywaniu cnót cywilnych.

List Honorowy „Odznaczony Milicji” dokumentuje wartość i pracę ochotników w tym zakresie. Chłopi i studenci, robotnicy rąk i umysłów, oficerowie i skrzydłowi zostali nagrodzeni za akty męstwa. Milicja jest dumna ze swojej arystokracji: szczególnie dumna jest odnotować, że jej szeregi stale rosną; gdyż legioniści, przyzwyczajeni do szkoły poświęcenia, w pełnieniu obowiązków lub poza nimi, pamiętają o ostrzeżeniu, które dociera do nich od najsilniejszych towarzyszy: tych, którzy polegli i tych, którzy mają na piersiach znaki męstwa.

Na szczególną uwagę zasługują odznaczenia nadawane całym oddziałom Milicji, gdyż stanowią one wyraz oficjalnego uznania dla zbiorowej pracy ratowniczo-pomocowej. Na czele stoją legiony 9. , 14. i 15 Oto wymowna motywacja, dla której 9. Legionowi „Łowcy Alpejscy z Valtelliny” przyznano srebrny medal za męstwo cywilne

„W przypadku straszliwych powodzi, które spustoszyły Valtellinę, zalewając ją i niszcząc wały i obszary zamieszkane, wszystkie jednostki Legionu, nawet z własnej inicjatywy, natychmiast pospieszyły na miejsca katastrofy i ciężko pracując dniami i nocami, gdzie niebezpieczeństwo było największe, dzięki wspaniałemu duchowi współzawodnictwa ratowali życie i mienie, zdobywając podziw całej ludności.”

 

Aktywność sportowa

Podążając za impulsem, jaki reżim dał ćwiczeniom sportowym młodzieży, Milicja ze szczególną troską zadbała o przygotowanie fizyczne swoich członków.

Nie ma organicznych wydziałów sportu, ale przy każdym Zgrupowaniu, Zgrupowaniu i Dowództwie Legionu jest Oficer, który zajmuje się wychowaniem fizycznym i sportowym. Funkcjonariusze ci, w oparciu o wytyczne wydane przez Biuro istniejące przy Dowództwie Generalnym, zapewniają przygotowanie fizyczne członków oraz wybierają elementy oddelegowane do reprezentowania oddziałów w różnych zawodach grupowych, zgrupowaniach i ogólnopolskich, które co roku na podstawie organizuje się środki przeznaczone na każdy rok budżetowy.

Cała ta działalność obejmuje najróżniejsze dyscypliny sportowe: od zawodów lekkoatletycznych po mistrzostwa narciarskie, od turnieju szermierki o spór o „Miecz Mussoliniego”, który kończy się w corocznym dniu Milicji, po mistrzostwa w sprincie, od zawodów w chodzie po glinę strzelanie do gołębi, od sztafety kolarskiej przez mistrzostwa motocyklowe o „Puchar Mussoliniego”, zawody jeździeckie, zawody pływackie, zawody tamburynowe, aż po regaty o mistrzostwo w wioślarstwie; Rok sportowy Czarnych Koszul jest niewątpliwie jednym z najbardziej intensywnych i najpilniej przestrzeganych.

 

Edukacja przedwojskowa

Edukację przedwojskową, jeśli rzeczywiście istnieje potrzeba, powierza się Milicji zgodnie z zasadami i przepisami wydanymi przez Ministerstwo Wojny.

Na mocy niedawnego przepisu prawa z dnia 29 grudnia 1930 r.-IX stało się to obowiązkowe dla wszystkich obywateli Królestwa, którzy ukończą osiemnaście lat do 31 grudnia roku, w którym rozpoczynają się kursy.

Oddanie służby, przewidziane w ujednoliconej ustawie o poborze armii włoskiej, jest uzależnione od posiadania wymogu wykształcenia przedwojskowego.

Zajęcia prowadzone są przez dwa kolejne lata i podzielone na dwa cykle: pierwszy trwa sześć miesięcy, drugi cztery. Zajęcia odbywają się zasadniczo w sezonie zimowym, od 1 października do końca stycznia dla klasy II i pod koniec marca dla klasy I. Jedynie w niektórych miejscowościach, gdzie ze względów klimatycznych, komunikacyjnych, komunikacyjnych lub innych nie byłoby możliwe przeprowadzenie kursów w sezonie zimowym, zajęcia odbywają się w miesiącach letnich.

W każdej lokalizacji jest zazwyczaj tylko jeden kurs (1. i 2.). W najważniejszych lokalizacjach każdy rok studiów jest podzielony na dwie lub więcej sekcji, w zależności od liczby zapisanych studentów. Każdym kursem kieruje dyrektor (zawsze w stopniu oficera), który nadzoruje i kieruje pracą instruktorów. Są oni wybierani spośród oficerów Milicji uznanych za odpowiednich do zadania specjalnego, a asystują im dowódcy drużyn i czarne koszule posiadające niezbędne wymagania.

Dowództwo Generalne wydaje ogólne instrukcje; powołuje oficerów służby stałej przydzielonych do przedwojskowego dowództwa Grupy, Grupy, Legionu i Kohort Autonomicznych; gromadzi dane statystyczne dotyczące liczby kursów oraz liczby studentów przyjętych, zdanych i uprawnionych. Aby koordynować całą tę działalność, zgodnie z programami i potrzebami, przy Komendzie Głównej działa Inspektorat Przedwojskowy.

Przy Dowództwie Grupy, Grupy, Legionu i Kohorty Autonomicznej tworzone są specjalne biura przedmilitarne, na których czele stoi odpowiednio oficer przełożony i oficerowie podrzędni, których zadaniem jest wspomaganie swoich dowódców, pod którymi odbywa się szkolenie.

W Biurach Legionu dla każdego ucznia sporządzane są specjalne arkusze maturalne, w których na stałe znajdują się informacje o przymiotach moralnych i wojskowych każdego z nich oraz o wynikach egzaminów.

W ubiegłym roku oddział premiowy przeszedł imponujący rozwój: ponad milion członków, prawie dwadzieścia tysięcy instruktorów. Kontroli edukacyjnej podlega cała młodzież włoska w latach bezpośrednio poprzedzających służbę wojskową. Milicja wraz ze swoimi nowymi rekrutami, którzy będą żołnierzami jutra, jest strażnikiem najwspanialszej duchowości faszystowskiej; musi pozostać środkiem, dzięki któremu płomień wiary jest podtrzymywany i karmiony w corocznym napływie pokoleń.

 

Organizacja młodzieżowa

Milicja zapewnia ramy i szkolenie wojskowe Legionów Awangardy i Balilli, oddając do Narodowej Opery Balilla własnych oficerów i kierowników drużyn. Tak więc, jeszcze przed wstąpieniem w szeregi partii, młodzi Włosi dorastają zahartowani na surowe faszystowskie zwyczaje.

Jednostki straży przedniej i stołu są zorganizowane militarnie z takim samym postępem jak Milicja. System ma charakter prowincjonalny; w każdym województwie grupowane są różne jednostki w zależności od liczby zapisanej młodzieży.

Funkcjonariusze odpowiedzialni za ich zarządzanie wybierani są w miarę możliwości spośród nauczycieli szkół podstawowych i gimnazjów.

Wyniki uzyskane przez organizacje Opera Nazionale Balilla wzbudziły podziw świata. W ten sposób oficerowie milicji współpracują w codziennym wykonywaniu najszlachetniejszego apostolatu: edukacji najmłodszych.

 

Milicja w państwie

Milicja jest instytucją państwową. Jej członkowie są uznawani za funkcjonariuszy i agentów siły publicznej.

Członkowie Milicji Specjalnych (kolejowych, leśnych, portowych, postelegraficznych, drogowych), choć podlegają wspólnej stałej kwalifikacji funkcjonariuszy i agentów sił publicznych, są jednocześnie uznanymi funkcjonariuszami i agentami policji sądowej, ograniczonymi do badania i dochodzenia w sprawie przestępstw związanych z ich specjalnymi obowiązkami, nawet jeśli takie badania prowadzą ich do działania wykraczającego poza zakres ich specjalizacji.

Dekretem z 4 sierpnia 1924 r. Milicja stała się częścią Państwowych Sił Zbrojnych. Odtąd miał swoje miejsce i określone zadania w ramach Narodu.

Czarne Koszule kilka miesięcy później złożyli królowi przysięgę wierności. Rytuał został odprawiony zgodnie z zarządzeniem Duce z porządku obrad z dnia 27 października:

« W drugą rocznicę Marszu na Rzym jesteście wezwani do odprawienia uroczystego obrzędu: złożenia przysięgi wierności Królowi.

« Zrobisz to z czystym sumieniem, z absolutną lojalnością i mocnym głosem.

« Wcieleni w swoje żelazne Legiony, po raz kolejny zaoferujecie Narodowi wspaniały pokaz siły i dyscypliny.

« Paradując w jedności z oddziałami bohaterskiej armii, niepokonanej armii i chwalebnych sił powietrznych, potwierdzicie solidarność, która łączy wszystkie siły zbrojne państwa.

« Z tysiącami bagnetów wzniesionymi w niebo odnowicie w chwalebną rocznicę swoje oddanie faszyzmowi, którego płonącą pasję nosicie w swoim sercu.

« Dziś bardziej niż kiedykolwiek: Niech żyje Milicja! »

Od 1 lutego 1923 r. do chwili obecnej Milicja, świadoma swojej pozycji w państwie, daje stały przykład dyscypliny, przyjmując wszelkie dostawy i wszelkie wyrzeczenia. Zwłaszcza w okresie najbardziej zaciekłej opozycji Milicja Czarnych Koszul, ze względu na swoją lojalność wobec reżimu i niezłomność jej zwolenników, często rozświetloną mrocznym bohaterstwem, przyciągała (a dokumentuje to List Honorowy naszych Poległych) l nienawiść i przemoc wrogów reżimu. Legioniści zesztywnieli: Duce zawsze odpowiadał za nich, który po Marszu wciąż chciał ich mieć przy sobie: utrzymując instytucję Czarnych Koszul w jej pełnej sprawności i integrując ją według nowych potrzeb. W ten sposób, pomimo wszystkich pułapek, pozostała strażniczką Rewolucji, doskonaląc swą pozycję prawną i lepiej osiedlając się w ramach Państwa.

W tym miejscu należy przypomnieć ludzi, którzy pod rozkazami Naczelnika – zanim Duce objął bezpośrednie dowództwo nad Milicją – dowodzili Armią Czarnych Koszul: Quadrunvirs De Bono, De Vecchi i Balbo, pierwsi przywódcy Milicji; Asclepia Gandolfo, wspaniała postać generała i faszysty, zmarła jeszcze na swoim stanowisku dowodzenia; Maurizio Gonzaga, dwukrotnie odznaczony złotym medalem.

 

 

SPECJALNOŚĆ MILICJI

 

Na następnej stronie podział na specjalizacje Milicji. Zobacz teraz 

 

 A. Teruzzi, "La Milizia delle Camicie Nere e le sue specialità", A. Mondadori Editore, Milano, 1933.

 

http://www.regioesercito.it/milizia/mvsn_org.htm


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